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Persi 200 milioni per l’acqua lucana

Ancora una volta la Basilicata perde una buona occasione per compiere un passo in avanti nel miglioramento della gestione delle risorse idriche, a tutto svantaggio dei cittadini e dell’economia regionale. Quello che è accaduto non può definirsi uno spreco di risorse, ma addirittura un mancato utilizzo di fondi che da anni erano stati messi a disposizione degli Enti che devono garantire il miglior utilizzo del tanto vantato “bene acqua”.

La manovra finanziaria di recente approvata prevede, infatti, la revoca di quei finanziamenti assegnati entro il 31 dicembre 2008 dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) per la realizzazione di infrastrutture considerate strategiche, che però non sono stati utilizzati dai soggetti beneficiari. Nel caso della Basilicata si tratta di circa 200 milioni di euro che dovranno essere restituiti e che quindi non potranno essere più utilizzati per il completamento degli schemi idrici regionali, da sempre frammentari. Questo perché le opere previste sono ancora in fase di progettazione e solo in pochi casi sono state appaltate (ma in nessun caso sono partiti i lavori).

Le solite lentezze e lungaggini burocratiche hanno fatto sì che venissero persi i finanziamenti giustamente erogati fino al 2008 e, se non si farà in modo di sveltire le procedure, c’è il rischio di veder “evaporare” altri fondi, come già è accaduto in altri ambiti per molti stanziamenti della Comunità Europea andati persi.

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