Giro d'Italia in Basilicata
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Nessuna tappa lucana nel percorso del Giro d’Italia 2012

Ieri a Milano è avvenuta la presentazione ufficiale del Giro d’Italia 2012, nel corso della quale si è appreso che per l’ottavo anno consecutivo non ci sarà nessun arrivo di tappa in Basilicata. La decisione di far partire la corsa rosa all’estero, in Danimarca, penalizzerà anche le altre regioni del Mezzogiorno d’Italia. Infatti non vedranno passare i corridori del Giro sulle loro strade né la Puglia né il Molise né la Calabria né tantomeno Sicilia e Sardegna. Sarà Lago Laceno, in provincia di Avellino, il punto più a sud del percorso.

Per la Basilicata è l’ennesima conferma dello scarso feeling con la grande corsa a tappe. L’ultimo arrivo in terra lucana di una tappa del Giro risale al 2004, quando il traguardo fu posto a Policoro (8ª tappa, 16 maggio), da dove la corsa ripartì il giorno dopo. L’anno prima era stato il turno di Matera, dove l’11 maggio 2003 arrivò la seconda tappa (con successivo trasferimento a Policoro per la partenza della terza frazione). Potenza, invece, si è dovuta accontentare di ospitare nel 2008 (era il 15 maggio) l’avvio della 6ª tappa in direzione Peschici, mentre l’ultimo arrivo nel capoluogo di Regione è avvenuto addirittura nel 2001 (3ª tappa, 22 maggio) con relativo pernottamento della carovana in città in vista della successiva ripartenza.

Il perché di questa poca considerazione per la Basilicata va forse ricercato nella mancanza di una tradizione ciclistica in regione. Eppure da un paio d’anni, per la prima volta nella storia, la Basilicata può vantare due ciclisti professionisti in ambito internazionale: Domenico Pozzovivo e Antonio Santoro. Forse sono le dissestate strade lucane a scoraggiare gli organizzatori del Giro. Oppure viceversa sono i Comuni lucani a non essere in grado di sostenere gli elevati costi (che si aggirano nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro) richiesti per ospitare una tappa. Nelle scorse settimane giravano voci di un possibile ritorno a Matera nel 2012, poi risultate infondate (l’assessore allo sport del Comune, interpellato, ha dichiarato di aver avanzato una richiesta, senza però ricevere risposta).

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