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Roberto Baggio, il re dei mondiali

Roberto Baggio è stato uno dei giocatori italiani più amati della storia. Non solo i tifosi delle squadre in cui ha giocato, ma anche quelli delle squadre avversarie, hanno sempre ammirato il suo modo di giocare, la sua tecnica, la sua classe, riempiendo ogni volta gli stadi in cui era possibile vederlo in campo. Anche fuori dall’Italia è stato sempre molto apprezzato e questo gli ha permesso di vincere nel 1993 il Pallone d’Oro, assegnato dalla rivista francese France Football, e di essere riconosciuto in tutto il mondo come uno dei più grandi calciatori di sempre.

Alla Juventus Roberto Baggio ha giocato per cinque stagioni, dal 1990 al 1995, segnando 115 gol nel corso di 200 partite e conquistando una Coppa Italia, una Coppa UEFA e uno scudetto. Nella stagione 1992/93 ottenne la fascia di capitano, riuscendo ad accendere i cuori dei tifosi bianconeri a suon di gol e grandi giocate, nonostante quelli non fossero anni molto felici per la Vecchia Signora. Memorabili sono i suoi gol realizzati nella Coppa UEFA 1992/93 in semifinale contro il Paris Saint Germain e in finale con il Borussia Dortmund, che trascinarono la squadra alla conquista del trofeo, a quel tempo ancora prestigioso.

Anche in Nazionale Baggio è riuscito a fare grandissime cose ed è forse per questo che gli italiani l’hanno sempre amato così tanto, nonostante le tante maglie di club cambiate nel corso della sua carriera. Assieme a Totò Schillaci formò la straordinaria coppia che fece sognare milioni di italiani nelle magiche notti di Italia ’90 e meraviglioso fu il gol segnato alla Cecoslovacchia, quando partì da metà campo dribblando mezza squadra avversaria. Fu protagonista anche dei mondiali di USA ’94, in cui, nonostante le scarse prestazioni delle prime partite, trascinò l’Italia alla finale di Los Angeles, segnando 5 gol tra ottavi e semifinali. Partecipò anche al mondiale del ’98, che si giocò in Francia, diventando l’unico calciatore italiano ad aver segnato in tre diverse edizioni dei campionati del mondo. Grazie alle due marcature di quel mondiale raggiunse, inoltre, con 9 gol, Paolo Rossi nella classifica dei bomber italiani ai mondiali (record successivamente eguagliato anche da Vieri).

La sua carriera si concluse alla fine della stagione 2003/04, dopo aver militato per quattro anni nelle fila del Brescia, che in suo onore ritirò la maglia numero 10. Dopo aver abbandonato l’attività agonistica, Baggio si è preso un lungo periodo di riposo e di riflessione, che ha trascorso tra la casa di famiglia di Caldogno, circondato dall’affetto dei familiari e degli amici più stretti, e l’azienda agricola di cui è proprietario in Argentina, nella quale si è recato spesso per trascorrere dei periodi di relax e per praticare la caccia, uno dei suoi hobby preferiti. In occasione dei suoi quaranta anni ha aperto un proprio blog, allo scopo di mettere in comunicazione tutti i suoi ammiratori.

Dopo un lungo silenzio, durante il quale ha rilasciato pochissime interviste, Baggio è tornato a parlare di fronte ai giornalisti il 25 febbraio 2010, per una conferenza stampa di presentazione della collana in 10 dvd a lui dedicata dal titolo “Io che sarò Roberto Baggio”, edita dal giornale “La Gazzetta dello Sport”. In quella occasione Baggio ha parlato della sua passione per il calcio, che è rimasta intatta anche dopo il suo addio ai campi da gioco, ma ha anche espresso il proprio desiderio che questo sport venga vissuto senza più esasperazioni né violenza e che ritorni ad essere uno strumento per educare i giovani a diventare uomini. Ha poi rivelato il suo progetto per il futuro, cioè quello di tornare da protagonista nel mondo del calcio, questa volta come allenatore. A spingerlo la volontà di mettersi alla prova e di affrontare una nuova sfida, con il sogno, magari, di sedere un giorno sulla panchina della Nazionale, per riprendersi quella coppa che nel 1994 ha, purtroppo, visto volare oltre la porta di Pasadena.

Pubblicato su: Zeb, num. 1.4 – spring 2010, pag. 28

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