Samuele Bersani
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Fantasia e ironia in Samuele Bersani

Tra i cantautori italiani, uno di quelli che meglio si distingue per la capacità di conferire ai propri testi dignità letteraria è sicuramente Samuele Bersani. Gli esempi più alti di questa sua arte possono essere considerati i brani “Giudizi universali” e “Replay”. Canzoni entrambe malinconiche e toccanti, “Replay” in particolare si caratterizza per un’atmosfera struggente e delicata, incentrata sulle emozioni e i ricordi ancora vivi legati a una storia d’amore finita. “Giudizi universali”, invece, parla in modo estremamente poetico di quelle persone che vivono le esperienze in maniera troppo cerebrale, non riuscendo ad apprezzare ciò che hanno. È una canzone sulla mancanza di leggerezza, con cui l’autore vuole suggerire di dare libero sfogo alla fantasia, punto di partenza e di arrivo del suo stesso modo di essere.

E proprio la fantasia è uno dei cardini della musica di Samuele Bersani, strumento che gli permette di elaborare la realtà e di raccontare storie in un modo tutto suo, in testi costellati di non-sense e di visioni immaginifiche e trasognanti. Testi complessi e imprevedibili, spesso non immediati, tanto che può risultare difficile individuare il filo narrativo logico di una canzone e capirne il significato complessivo, che in qualche caso può essere rintracciato nel titolo. Piuttosto molti brani sembrano composti di tanti frammenti, corrispondenti ai singoli versi o anche più ridotti, che servono a lanciare messaggi, esprimere punti di vista, raccontare stati d’animo o soltanto a rappresentare pensieri astratti. Perciò le canzoni possono apparire come delle poesie strampalate e deliranti, di cui è superfluo sforzarsi di cercare un senso, anche perché forse non era nelle intenzioni dell’autore dargliene uno.

D’altronde uno dei concetti fondamentali che emerge dalle canzoni di Samuele Bersani è l’incomunicabilità che esiste tra gli esseri umani, che causa incomprensioni e spinge a non fidarsi dei sentimenti altrui così come li percepiamo, in particolare con riferimento ai rapporti di coppia. L’impossibilità di conoscere gli altri, inoltre, fa il paio con quella di conoscere se stessi, per via di tutte le complicazioni che ci si crea dentro e che rendono la vita incerta e precaria.

Altra caratteristica fondamentale di Samuele Bersani è quella di aver saputo sviluppare attraverso i suoi album una poetica personale intrisa di ironia, la quale viene fuori soprattutto quando si tratta di rappresentare la vita e la società dei nostri giorni. Attraverso uno sguardo lucido e sarcastico, egli si propone il delicato compito di raccontare in versi storie e personaggi, rimanendo sempre leggero e sereno, ma non per questo superficiale, nonostante l’amarezza degli argomenti narrati. Anche quando canta di realtà dure e tragiche, infatti, lo fa usando il sorriso, senza però edulcorare nulla e spingendo chi ascolta alla riflessione. Il linguaggio ironico, inoltre, è accompagnato spesso da sonorità fresche e vivaci.

Sebbene l’ironia a volte si concentri anche sulle proprie vicende personali (ad esempio nel brano “Concerto” si racconta l’atmosfera surreale che precede l’inizio di un concerto), essa è più frequente quando le canzoni si ispirano a temi sociali e di attualità o a notizie di cronaca, sia essa nera, sindacale o rosa. Molti dei protagonisti delle canzoni di Samuele Bersani sono uomini imperfetti, i quali vivono una vita meccanica e cercano una via di fuga dalle tante contraddizioni del quotidiano, che tuttavia non riescono a trovare, forse proprio perché non danno il giusto spazio alla fantasia.

Pubblicato su: In Arte, anno IV – num. 10 – novembre 2008, pag. 25

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