Camoranesi porta la sua grinta in panchina

mauro_german_camoranesiSono 50 le stelle d’oro collocate all’esterno dello Juventus Stadium e dedicate ad altrettanti calciatori che hanno fatto la storia della Juventus, scelti nel 2010 attraverso un sondaggio tra i tifosi. Tra quelle stelle c’è anche Mauro Germán Camoranesi, giocatore italo-argentino classe ‘76, campione del mondo con la Nazionale italiana nel 2006, che ha vestito la maglia bianconera dal 2002 al 2010.

I tifosi lo ricordano per le sue sgroppate in velocità sulla fascia destra e per la sua abilità nel dribbling e nelle situazioni uno contro uno, grazie ad un controllo di palla eccellente. Non è passato inosservato neanche il suo carattere fumantino, che più di una volta ha costretto gli arbitri a mostrargli il cartellino rosso. Ciò nonostante è rimasto nel cuore dei fan juventini per la grinta e l’impegno che ha sempre dimostrato in campo, ma anche per essere stato tra i campioni che sono scesi in Serie B e che non hanno abbandonato la Juventus nell’infausta estate del 2006, assieme a Buffon, Nedved, Trezeguet e Del Piero.

Le strade di Camoranesi e della Juve si dividono nell’estate del 2010, dopo alcune stagioni condizionate da una lunga serie di infortuni. In otto stagioni a Torino ha collezionato 288 presenze e 32 gol, vincendo tre Scudetti e due Supercoppe Italiane. Tra i momenti più memorabili della sua carriera bianconera, la prima stagione, quella del 2002/03 con Lippi, conclusasi con la vittoria del campionato e la finale di Champions League, e le due stagioni con Capello, che lo aveva inserito tra i pilastri della sua squadra.

Da Torino si trasferisce in Germania, allo Stoccarda, ma la sua nuova avventura dura soltanto quattro mesi. Infatti il 26 gennaio 2011 rescinde consensualmente il contratto che lo lega alla società tedesca e il 2 febbraio successivo firma per la squadra argentina del Lanús. La sua stagione è caratterizzata da molte presenze, ma anche da alcuni episodi spiacevoli che lo vedono protagonista di risse in campo a suon di pugni e calci. Nell’estate del 2012 viene ceduto al Racing Club di Avellaneda, dove da subito è titolare. Il 13 febbraio 2014 ufficializza il ritiro dal calcio giocato al termine della stagione, che però non riesce a concludere, perché in aprile viene messo fuori rosa dopo aver criticato il proprio tecnico.

A gennaio del 2015 inizia la sua carriera da allenatore. La prima esperienza è alla guida del Coras de Tepic, nella seconda divisione messicana. Già ad agosto, però, rassegna le sue dimissioni e lo fa in modo plateale, appena mezz’ora prima dell’inizio del match di campionato contro il Chivas. Lo scorso dicembre diventa ufficialmente il nuovo allenatore del Tigre di Buenos Aires, che milita nella Primera División argentina, con un contratto di 18 mesi. Nella partita di debutto del campionato, il 6 febbraio 2016, ottiene un pareggio in casa dell’Argentinos Juniors, mentre la prima vittoria la conquista il 7 marzo con un netto 5 a 0 ai danni dell’Atletico Tucuman. Tuttavia il 18 marzo, in seguito alla sconfitta con l’Huracan, la quarta in sette partite, la dirigenza del Tigre decide di esonerarlo.

Camoranesi fa anche parte delle Juventus Legends, la squadra composta dagli ex giocatori bianconeri. L’ultima volta lo abbiamo visto in campo l’8 settembre 2015, tra i più in forma nella partita contro le “vecchie glorie” del Boca Junior, in occasione della Unesco Cup.

Pubblicato su: Zeb, n. 7.2 – spring/summer 2016

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