Inaugurata a Venosa l’antologica di Carlo Massimo Franchi

VENOSA (PZ) – Grande successo domenica scorsa a Venosa per la vernice della mostra di pittura di Carlo Massimo Franchi, artista di fama internazionale, che ha presenziato alla serata inaugurale, accompagnato dal critico d’arte Pompea Vergaro. Numeroso il pubblico intervenuto, tra cui visitatori giunti anche dai comuni limitrofi, per ammirare i dipinti di Franchi selezionati nella sua vasta produzione appositamente per questa mostra, che resterà aperta fino al prossimo 31 luglio.

L’antologica, visitabile presso “Galleria 25” in piazza Orazio, vuole rappresentare un breve percorso nell’opera del pittore novarese, grazie a 18 dipinti importanti e significativi per comprendere lo sviluppo della sua arte nel corso degli anni. Percorso artistico illustrato accuratamente dal critico Vergaro, che ha esordito definendo Franchi “un vero artista contemporaneo”.

Allestita secondo un ordine cronologico, la mostra testimonia con le prime opere il periodo giovanile di Franchi, decisamente figurativo e ispirato alla donna, attraverso la rappresentazione di immagini femminili sensuali e misteriose, che non possono che catturare l’occhio della spettatore, quasi guardandolo. Tra esse ci sono anche le sue famose donne tuareg, con i loro abiti sgargianti e gli occhi magnetici.

Segue una serie di opere meno immediate, appartenenti al filone delle cosiddette “aggregazioni”: composizioni in cui si intrecciano e si sovrappongono profili umani stilizzati, rappresentati come rigide sagome, allo scopo di sottolineare l’incomunicabilità e l’individualismo che permeano la società moderna. Tra gli individui risulta esserci, infatti, vicinanza fisica, ma al tempo stesso è evidente la distanza emotiva. In questi quadri non solo sono assemblate le figure, ma anche i materiali: tessuti pregiati presi in oriente, oli, smalti, calce, gesso. Franchi si caratterizza, infatti, anche per la continua sperimentazione nella scelta e nell’utilizzo dei materiali, oltre che per l’assenza di disegno, a cui preferisce le incisioni della materia.

“È un’arte in continuo divenire quella di Franchi,” – afferma la Vergaro – “un fluire ininterrotto e incessante. Egli non smette mai di interrogarsi, finché questa indagine lo porta a interiorizzare tutta la propria arte, facendo emergere la spiritualità.” È così che la sua pittura inclina verso uno stile informale, quasi metafisico. Franchi inizia ad inserire nelle proprie opere degli elementi architettonici, mentre le figure umane diventano meno frequenti. “Tuttavia le persone sono implicitamente presenti negli edifici” – come ha spiegato lo stesso Franchi. Il quale nei paesaggi urbani che rappresenta non manca mai di inserire dei ponti, simbolo di salvezza e di speranza per una auspicata unione fraterna tra gli uomini.

Nelle sue ultime opere, quelle recentissime, che chiudono l’esposizione, Franchi inizia a far affiorare anche la scrittura, con la funzione di narrare la propria arte, di darle quasi la parola. “Il risultato, come sempre, – conclude la Vergaro – è quello di emozionare e sorprendere.”

Committente: Galleria 25

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