change the game special olympics
Comunicati stampa

“Change the game”: accolte a Venosa le delegazioni di Germania e Malta

VENOSA (PZ) – Hanno preso il via a Venosa le prime attività collaterali di “Change the game”, il meeting internazionale di atletica e nuoto riservato a persone con disabilità intellettive e finalizzato a promuovere lo sport come mezzo di inclusione e solidarietà.

Nella mattinata di ieri le delegazioni estere sono state accolte dal sindaco di Venosa Tommaso Gammone, per una breve cerimonia di benvenuto presso il loggiato del Castello Pirro del Balzo. «Sono felice ed orgoglioso – ha dichiarato il sindaco Gammone – di ospitare questo meeting e di fare in modo che questi ragazzi con disabilità intellettiva possano trovarsi all’interno della città di Venosa all’insegna dell’inclusione e dello sport, sentendosi abbracciati dalla mia comunità. Gli atleti delle delegazioni estere di Malta e Germania saranno accolti dai cittadini e dagli amministratori come se fossero nostri concittadini, con grandi attenzioni nei loro riguardi.»

Ospitando il meeting, Venosa sfida se stessa a dimostrarsi campione di accessibilità e accoglienza, dando testimonianza concreta di un grande sogno possibile: l’inclusione. «Venosa è da sempre una città dedita all’accoglienza – ha dichiarato il direttore regionale di Special Olympics Italia Filippo Orlando – grazie alla presenza da cinquant’anni dei Padri Trinitari e di altre realtà che operano per far emergere la diversità, facendo accettare ogni singola persona per la sua unicità. I pregiudizi sulla disabilità intellettiva sono ancora forti, ma noi di Special Olympics, attraverso gli eventi che realizziamo, cerchiamo di mettere in mostra le abilità dei nostri atleti, per dimostrare che ognuno, se messo nelle giuste condizioni, può riuscire a dare il meglio di sé.»

Un forte messaggio di fraternità e solidarietà è stato lanciato da padre Gino Buccarello, ministro provinciale Padri Trinitari Italia, presente all’incontro con le delegazioni: «Siamo onorati ed emozionati di vivere questa esperienza di fraternità. Lo sport è un linguaggio che accomuna, che parla ad una dimensione universale e che ci fa capire come la passione e l’impegno possano aiutare a superare ogni difficoltà nella vita.» «L’inclusione – ha continuato padre Gino – è il principio che deve sostenere la vita della nostra società. Inclusione significa essere aperti all’altro, saper credere nell’altro in qualunque condizione egli si trovi, ma significa anche solidarietà, sostenersi reciprocamente. L’augurio per gli atleti di Special Olympics è di contagiare chiunque incontrino con la gioia che portano nel loro cuore e che questa gioia possa accompagnarli nel cammino della loro vita, che speriamo possa essere il più sereno possibile.»

Committente: Special Olympics Italia Team Basilicata

Rispondi