Anche Venosa partecipa alle Giornate FAI di Primavera

Chiesa Madonna di Montalbo Venosa

Sabato 14 e domenica 15 aprile 2018 si rinnova nella provincia di Potenza l’appuntamento con la più grande festa di piazza italiana dedicata alla bellezza, alla cultura e all’ambiente: le Giornate FAI di Primavera. Numerose saranno le aperture straordinarie di luoghi solitamente chiusi o poco conosciuti, inizialmente previste per il 24 e il 25 marzo scorsi e rinviate a causa del maltempo e del freddo. Tra queste l’apertura a Venosa della Chiesa della Madonna di Montalbo in Località Bosco Monte, dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:00 di domenica 15 aprile. Continua a leggere

Nisio Lopergolo, maestro della ceramica

A dare lustro al nome di Grottole nel mondo artistico è lo scultore Nisio Lopergolo, insigne maestro nell’arte della ceramica. Classe 1951, dopo aver studiato arte a Bari, ha completato la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Durante la sua carriera ha costantemente coniugato l’attività artistica con la pratica dell’insegnamento e negli anni ha esposto in numerose mostre personali e collettive. Continua a leggere

La Settimana Santa in Basilicata tra processioni e rievocazioni

Via Crucis Barile

Fede e devozione popolare caratterizzano da sempre i territori della Basilicata, manifestandosi attraverso una serie di riti e simboli radicati da secoli nelle comunità e spesso intrecciati al folklore e alle sue espressioni. Buona parte del patrimonio culturale lucano è costituito dalle feste di matrice religiosa, le quali sono anche il riflesso di una società dalle origini agricole e pastorali. Tra le celebrazioni più sentite dai fedeli ci sono quelle correlate al periodo pasquale e in particolare alla Settimana Santa, che prevedono processioni, rievocazioni e messe in scena, le cui radici si perdono nel tempo. La ritualità pasquale fonde la dottrina cristiana con riti di matrice pagana, legati al momento di passaggio dalla stagione fredda a quella primaverile e perciò rappresentativi del dualismo morte-rinascita, configurando la resurrezione di Cristo come metafora della rivitalizzazione della natura. Continua a leggere

Riti e tradizioni di Natale nei paesi lucani

falò di Natale a Nemoli

La magia del Natale in Basilicata ha un fascino tutto particolare: presepi viventi nei borghi storici, mercatini di Natale con le tipicità della gastronomia e dell’artigianato, musiche pastorali di zampogne e ciaramelle, concerti di corali. Il Natale in Basilicata significa tradizioni, dolci delle feste, profumi e sapori della buona cucina locale, pranzi con la famiglia riunita, ritrovi in piazza per lo scambio degli auguri. Continua a leggere

Le catacombe ebraiche di Venosa

catacombe_venosaLa città di Venosa presenta nel suo territorio un complesso catacombale di origine ebraica, che costituisce una testimonianza di notevole interesse storico e archeologico del culto dei morti nell’antichità, oltre che un patrimonio unico di attestazione funeraria ebraica nell’Italia meridionale. Costituito da una serie di ipogei scavati nella collina della Maddalena, poco fuori dal centro abitato, fu scoperto nel 1853, ma divenne oggetto di studio sistematico solo a partire dal 1974.

Al contrario di quelle cristiane, le catacombe ebraiche non erano dei rifugi dove esercitare il culto clandestino, ma dei veri e propri cimiteri sotterranei, costituiti da una rete di corridoi di varia larghezza e dal tracciato irregolare. Le pareti e i pavimenti delle gallerie erano occupati da loculi chiusi da lastre di marmo o da tegole di terracotta. Vi erano, inoltre, delle nicchie (cubicula), che contenevano più sepolcri, caratterizzate in alcuni casi da un arco (arcosolium) scavato nel tufo, intonacato e affrescato con simboli religiosi.

Il sito venosino testimonia, attraverso le epigrafi che vi sono state rinvenute, la presenza tra il IV e il IX secolo d.C. di una consistente comunità ebraica, secondo alcuni più potente di quella presente a Roma. Dalle iscrizioni per ora decifrate e pubblicate si apprende che gli ebrei presenti a Venosa erano sicuramente bene integrati. Tra di essi vi erano proprietari terrieri, commercianti, artigiani e medici, e avevano propri sacerdoti e propri templi. Alcuni, inoltre, erano personaggi ricchi ed influenti e ricoprivano cariche importanti nell’ambito dell’amministrazione cittadina, nonostante fin dal 438 le leggi romane avessero escluso gli Ebrei dagli honores.

Particolare rilievo all’interno delle catacombe ha un arcosolio affrescato con la raffigurazione del candelabro a sette braccia (menorah), affiancata da altri simboli tipici del patrimonio iconografico e religioso ebraico: il corno, la palma, il cedro, l’anfora d’olio. Un altro particolare interessante della tomba, in quanto caso unico all’interno del sito, è il rivestimento in marmo, che fa presupporre la sua appartenenza a una personalità di riguardo.

La natura friabile del terreno ha sempre reso difficile la conservazione del sito, tanto che negli anni scorsi è stato necessario un lungo lavoro di restauro e di consolidamento dell’ingresso e di alcuni percorsi da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici, per rendere accessibile almeno una parte di questo ipogeo con la riapertura alla fruizione del pubblico. Da parte nostra consigliamo una visita, previa prenotazione agli uffici della Soprintendenza a Venosa, per la sensazione che si prova ad addentrarsi nella collina attraverso gli stretti cunicoli, per la cura con cui sono scavati nicchie e arcosoli, per l’atmosfera che fa quasi percepire lo stato d’animo di chi prima scavava e poi utilizzava quelle gallerie per il culto dei propri cari scomparsi, ma anche per la suggestione resa dall’illuminazione soffusa proveniente dal basso, che sembra quasi avere rispetto di uno spazio sacro che con molta fatica è sopravvissuto per secoli attraverso la storia.

Pubblicato su: Rivista20, n. 6 – novembre/dicembre 2014, pag. 67