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L’arte di Romano Mussolini approda in Basilicata

VENOSA (PZ) – Domenica 28 marzo si apre il ciclo primaverile di mostre della “Galleria 25” di Venosa con una retrospettiva dedicata al grande maestro Romano Mussolini (1927-2006). Un evento unico in Basilicata, che darà la possibilità di ammirare pregevoli opere, risalenti in gran parte agli anni Settanta, di un artista che, famoso in Italia e all’estero come musicista jazz, negli ultimi anni, grazie a numerose mostre ed all’interessamento dei critici, ha raggiunto una considerevole notorietà anche come pittore.

Figlio di Benito Mussolini e di Donna Rachele, Romano nacque a Forlì nel 1927. La sua attrazione verso la pittura iniziò a Napoli nel 1946, dove apprese le prime nozioni dai maestri Cucurra e Terracina, ma solo nel 1967 iniziò professionalmente l’attività. Nel 1979 incontrò il gallerista Bruno Lodi, con il quale nacque una profonda amicizia e cominciò una fattiva collaborazione.

Sia la musica che la pittura di Romano Mussolini, espressioni del suo talento artistico strettamente legate tra loro, rivelano un animo eccezionalmente sensibile e una personalità contrastata, che ha sempre portato dentro di sé misteri ed interrogativi, influenzata profondamente dalla propria esperienza di vita individuale e dal peso del passato familiare portato sulle spalle. Ed è nei suoi quadri che questo suo intimismo si tramuta in un lirismo unico e assai personale.

La pittura di Mussolini si sforza costantemente di essere leggibile, affidandosi sempre alla tecnica figurativa e rinunciando alla levigatezza estetica per andare dritta al tema con tratto deciso e sicuro. I soggetti dei suoi dipinti sono quasi sempre gli stessi: paesaggi che richiamano il suo passato e i suoi ricordi, i volti e i corpi di bellissime donne, affascinanti e sensuali, le scene zingaresche, i carnevali di Venezia e soprattutto i pagliacci, protagonisti assoluti della sua produzione, che tanto lo hanno reso noto in tutto il mondo.

La tavolozza di Romano Mussolini è uno sprigionarsi di colori sgargianti: rossi intensi, blu cobalto e verdi accecanti. I suoi clown hanno i costumi tipici del circo: naso rosso, bocche enormi coperte dal trucco, parrucche colorate, buffi papillon e vestiti enormi e ridicoli. Tuttavia i loro occhi, pur dietro al trucco, rivelano una profonda dolcezza e umanità e trasmettono un forte senso di malinconia. La loro espressione, pensierosa e riflessiva, rispecchia, infatti, l’eterno destino del clown, diviso tra le luci della ribalta e la sua normale interiorità di uomo. Il pagliaccio diventa, in questo modo, simbolo del mondo interiore dell’artista.

L’esposizione dei quadri di Romano Mussolini verrà inaugurata il 28 marzo alle 19.00 e resterà aperta al pubblico per sei settimane, fino al prossimo 8 maggio, dal martedì al sabato dalle 17.30 alle 21.00 e la domenica negli orari dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 17.30 alle 21.00.

Committente: Galleria 25

Giornalista pubblicista, scrive di cultura e intrattenimento per testate su carta e online. Da freelance si occupa di uffici stampa e comunicazione per artisti, associazioni, istituzioni e imprese. Lavora come consulente nell’ideazione, progettazione e gestione di eventi in ambito culturale. È esperto di social media management e web copywriting.

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