Riti e tradizioni di Natale nei paesi lucani

falò di Natale a Nemoli

La magia del Natale in Basilicata ha un fascino tutto particolare: presepi viventi nei borghi storici, mercatini di Natale con le tipicità della gastronomia e dell’artigianato, musiche pastorali di zampogne e ciaramelle, concerti di corali. Il Natale in Basilicata significa tradizioni, dolci delle feste, profumi e sapori della buona cucina locale, pranzi con la famiglia riunita, ritrovi in piazza per lo scambio degli auguri. Continua a leggere

La nuova vita di Simone Pepe: da calciatore a procuratore

Nello spogliatoio bianconero era soprannominato “er chiacchiera”, per la sua inarrestabile parlantina e la sua contagiosa allegria. Ma Simone Pepe è stato anche un imprescindibile uomo squadra e uno dei trascinatori della prima Juventus di Conte, quella che nel campionato 2011/12 vinse uno scudetto inaspettato senza subire neanche una sconfitta. Alla Juventus lo accomunano lo spirito di sacrificio e la mentalità vincente, che gli hanno consentito di fare breccia nel cuore dei tifosi bianconeri e di rimanerci anche dopo la sua partenza. Continua a leggere

Camoranesi porta la sua grinta in panchina

mauro_german_camoranesiSono 50 le stelle d’oro collocate all’esterno dello Juventus Stadium e dedicate ad altrettanti calciatori che hanno fatto la storia della Juventus, scelti nel 2010 attraverso un sondaggio tra i tifosi. Tra quelle stelle c’è anche Mauro Germán Camoranesi, giocatore italo-argentino classe ‘76, campione del mondo con la Nazionale italiana nel 2006, che ha vestito la maglia bianconera dal 2002 al 2010.

I tifosi lo ricordano per le sue sgroppate in velocità sulla fascia destra e per la sua abilità nel dribbling e nelle situazioni uno contro uno, grazie ad un controllo di palla eccellente. Non è passato inosservato neanche il suo carattere fumantino, che più di una volta ha costretto gli arbitri a mostrargli il cartellino rosso. Ciò nonostante è rimasto nel cuore dei fan juventini per la grinta e l’impegno che ha sempre dimostrato in campo, ma anche per essere stato tra i campioni che sono scesi in Serie B e che non hanno abbandonato la Juventus nell’infausta estate del 2006, assieme a Buffon, Nedved, Trezeguet e Del Piero.

Le strade di Camoranesi e della Juve si dividono nell’estate del 2010, dopo alcune stagioni condizionate da una lunga serie di infortuni. In otto stagioni a Torino ha collezionato 288 presenze e 32 gol, vincendo tre Scudetti e due Supercoppe Italiane. Tra i momenti più memorabili della sua carriera bianconera, la prima stagione, quella del 2002/03 con Lippi, conclusasi con la vittoria del campionato e la finale di Champions League, e le due stagioni con Capello, che lo aveva inserito tra i pilastri della sua squadra.

Da Torino si trasferisce in Germania, allo Stoccarda, ma la sua nuova avventura dura soltanto quattro mesi. Infatti il 26 gennaio 2011 rescinde consensualmente il contratto che lo lega alla società tedesca e il 2 febbraio successivo firma per la squadra argentina del Lanús. La sua stagione è caratterizzata da molte presenze, ma anche da alcuni episodi spiacevoli che lo vedono protagonista di risse in campo a suon di pugni e calci. Nell’estate del 2012 viene ceduto al Racing Club di Avellaneda, dove da subito è titolare. Il 13 febbraio 2014 ufficializza il ritiro dal calcio giocato al termine della stagione, che però non riesce a concludere, perché in aprile viene messo fuori rosa dopo aver criticato il proprio tecnico.

A gennaio del 2015 inizia la sua carriera da allenatore. La prima esperienza è alla guida del Coras de Tepic, nella seconda divisione messicana. Già ad agosto, però, rassegna le sue dimissioni e lo fa in modo plateale, appena mezz’ora prima dell’inizio del match di campionato contro il Chivas. Lo scorso dicembre diventa ufficialmente il nuovo allenatore del Tigre di Buenos Aires, che milita nella Primera División argentina, con un contratto di 18 mesi. Nella partita di debutto del campionato, il 6 febbraio 2016, ottiene un pareggio in casa dell’Argentinos Juniors, mentre la prima vittoria la conquista il 7 marzo con un netto 5 a 0 ai danni dell’Atletico Tucuman. Tuttavia il 18 marzo, in seguito alla sconfitta con l’Huracan, la quarta in sette partite, la dirigenza del Tigre decide di esonerarlo.

Camoranesi fa anche parte delle Juventus Legends, la squadra composta dagli ex giocatori bianconeri. L’ultima volta lo abbiamo visto in campo l’8 settembre 2015, tra i più in forma nella partita contro le “vecchie glorie” del Boca Junior, in occasione della Unesco Cup.

Pubblicato su: Zeb, n. 15 – spring/summer 2016, pag. 28

Container Lab: un progetto per Expo 2015

container_labTanti sono gli eventi, istituzionali e non, che fino al 31 ottobre affiancheranno l’Expo 2015 di Milano, inaugurata lo scorso 1° maggio. Tra le iniziative di carattere artistico spicca il progetto denominato Container Lab, che coinvolge il territorio di cinque province della Lombardia, con lo scopo di cogliere l’irripetibile occasione di visibilità offerta dalla grande esposizione universale, per promuovere l’arte contemporanea italiana ai milioni di visitatori che arriveranno da tutto il mondo.

Il progetto è nato da un gruppo di quattro amici – Luca Bonfanti, Valerio Lombardo, Alberto Perfetti, Federico Prestileo – accomunati dalla passione per l’arte e dalla dedizione ad essa e si sviluppa attorno all’idea di sottrarre l’arte all’istituzionalità di talune sedi espositive, per avvicinarla alla gente, affinché il pubblico non percepisca filtri tra sé e gli artisti e possa godere della visita ad una mostra come un’esperienza quotidiana alla portata di chiunque.

Nello spirito proposto dal tema di Expo 2015 (“Nutrire il pianeta, energia per la vita”), il quale si sofferma anche sul rispetto della natura e sulla necessità del riciclo delle materie prime, sì è pensato di realizzare delle mostre all’interno di container non più utilizzati secondo la loro primaria destinazione, ma rimessi a nuova vita, allestiti come fossero vere e proprie gallerie d’arte.

Per tutta la durata di Expo 2015 dodici container saranno collocati in dodici luoghi nei Comuni che hanno aderito al progetto: Milano, Rho, Paderno Dugnano, Nova Milanese, Arese, Saronno, Legnano, Cantù, Cinisello Balsamo, Cesano Maderno, Seregno, Cesano Boscone. I container ospiteranno le opere di dodici artisti italiani coinvolti nell’iniziativa: Luca Bonfanti, Cannaò, Renato Natale Chiesa, Mario De Leo, Gep, Italo Maezzi, Milo, Giancarlo Montuschi, Ester Maria Negretti, Diego Racconi, Togo, Tiziana Vanetti. Ognuno dei partecipanti ha realizzato dodici dipinti appositamente per questa occasione, declinando il già citato tema della grande manifestazione secondo la propria sensibilità ed il proprio peculiare stile pittorico.

Il progetto prevede anche delle appendici alla mostra diffusa, come le due opere dei maestri Milo e Luca Bonfanti che omaggiano il genio di Leonardo Da Vinci reinterpretando la sua celebre Ultima cena, collocate presso il Padiglione Italia dell’Expo e all’Archivio di Stato di Milano, o ancora la mostra dedicata alla storia e al restauro, attualmente in corso, delle chiuse realizzate sempre da Leonardo per la Conca dell’Incoronata nel naviglio di via San Marco a Milano.

Alla chiusura dei lavori dell’Expo la storia di Container Lab non si concluderà. I dodici container, infatti, saranno riutilizzati ancora una volta, diventando i tasselli per costruire il “Container Museum”, un museo eco-sostenibile costituito quasi esclusivamente da elementi di recupero, progettato dal Valerio Lombardo e Luca Bonfanti con il supporto del designer Giulio Padovani. Posizionati a cerchio, i container andranno a formare un girasole a dodici petali, uniti da una sovrastruttura lamellare multistrato lignea con rivestimento a pannelli solari in pellicola e chiusi da vetrate che permetteranno una visione esterna a 360 gradi. Un simbolo per testimoniare quanto l’arte sia in grado di generare energia vitale e di nutrire lo spirito e la mente.

Pubblicato su: In Arte, anno XI – num. 73, pagg. 14-15

L’arte araba e il culto del cavallo

purosangueDallo scorso 21 febbraio è aperta a Venosa la nuova sede della Galleria d’Arte Internazionale “Porta Coeli”, in precedenza ubicata ad Acerenza, che si presenta al pubblico suddivisa in due sezioni: una permanente dedicata all’arte sacra, una adibita alle mostre temporanee di artisti contemporanei internazionali. Gli spazi espositivi sono stati inaugurati da una collettiva (dal titolo “Shamal”) di sedici artisti arabi provenienti da nove Paesi del Medio Oriente, allestita con l’obiettivo di testimoniare come l’arte araba non abbia esclusivamente una matrice islamica, ma racchiuda al suo interno diversi generi e tematiche.

La seconda mostra proposta dalla galleria è stata dedicata al tema specifico del cavallo, animale simbolo della cultura araba, forse il più importante, e ha visto protagoniste due artiste facenti parte del gruppo di “Shamal”. Già frequentemente affrontata nelle sue opere dalla qatariota Jameela Al Shraim, la figura del cavallo è stata sondata per la prima volta dalla palestinese Rima Almozayyen. Molto diversi gli esiti pittorici ottenuti dalle due ed esposti nella bi-personale intitolata “PuroSangue”.

Le opere di Jameela Al Shraim sono dominate da una precisa geometricità e da una spiccata stilizzazione delle forme, ma ciò non le rende fredde e statiche, anzi l’artista riesce a rappresentare tutte le caratteristiche da sempre attribuite al cavallo: velocità, potenza, bellezza, maestosità, nobiltà, ma soprattutto il senso di libertà che percepiamo nel guardarlo. L’utilizzo di colori brillanti e vivi accresce la percezione del movimento delle figure, che sembrano quasi voler saltare fuori dalla tela. Anche Rima Almozayyen utilizza colori accessi, accompagnati però dal nero, che ne attenua la forza. Come in tutta la sua produzione, le opere celano significati altri, spesso di denuncia (ma anche riferimenti alla maternità o al lutto), e sono ricche dei simboli tipici della cultura araba (uno fra tutti l’ulivo), che in questo caso interagiscono con la figura del cavallo, ritratto in posizione immobile e trasfigurato in metamorfosi vegetali. Le tele, inoltre, sono arricchite da applicazioni di tessuti e da motivi decorativi ispirati a favole e miti arabi. Le due artiste trovano un saldo punto di contatto nella scelta di inserire nei loro dipinti caratteri calligrafici arabi, rifacendosi alla millenaria tradizione di quella che può considerarsi una vera e propria arte.

Grazie ad una collaborazione con il Souq Waqif Art Center di Doha, città che nel 2010 ha visto l’apertura del Mathaf, il primo museo di arte araba moderna, la mostra “PuroSangue” nel mese di maggio sarà esposta anche nella capitale del Qatar, dando il via ad un gemellaggio che porterà in futuro alla promozione in Medio Oriente di artisti italiani curati da “Porta Coeli”.

Pubblicato su: Rivista20, n. 9 – maggio/giugno 2015, pag. 67