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Edgar Davids, dal calcio allo street soccer

Veniva chiamato “Pitbull“, per la grinta e l’agonismo che mostrava in campo. Ma Edgar Davds era anche un giocatore dotato di elevatissima tecnica individuale, abilità nel tackle, straordinario controllo di palla, facilità di dribbling, eleganza nel tocco, velocità. Tutte queste qualità messe insieme ne hanno fatto per un decennio, a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, uno dei centrocampisti più forti al mondo, soprattutto negli anni in cui ha militato nella Juventus. Il suo ruolo è stato quasi sempre quello di mezz’ala sinistra, tranne poche eccezioni in cui ha giocato da centromediano.

Alla Juventus arriva nel dicembre 1997, dopo una stagione e mezzo molto deludente al Milan, diventando il primo olandese a vestire la maglia bianconera. In bianconero è un altro giocatore rispetto a quello visto a Milano e diventa un elemento fondamentale per la squadra, facendo sorgere alcune critiche verso la dirigenza rossonera, accusata di essere stata troppo precipitosa nel vendere il giocatore, soprattutto ad una rivale storica.

Con la Juventus vince tre scudetti e due supercoppe italiane e contribuisce in maniera determinante alla conquista della finale della Champions League del 2003. Per lui è la quarta finale personale di Champions League, la seconda con il club bianconero, dopo le due raggiunte con l’Ajax. Sia per Davids che per la Juventus sarà purtroppo la terza sconfitta consecutiva. Durante gli anni alla Juventus diventa famoso anche per gli occhialini neri protettivi che è costretto a indossare dopo essere stato operato per un glaucoma, da quel momento suo simbolo distintivo.

A causa di alcuni dissidi con l’allenatore Lippi e con la dirigenza juventina, nella stagione 2003/04 viene prima messo fuori squadra e poi, a gennaio del 2004, ceduto in prestito al Barcellona. Da quel momento in poi la sua carriera subisce un calo e molti tifosi hanno perso le sue tracce. Vediamo brevemente cosa è successo negli ultimi sei anni.

Al Barcellona non gioca male, anzi il suo arrivo migliora notevolmente il rendimento della squadra, ma a fine stagione la dirigenza azulgrana decide di non comprare il giocatore a titolo definitivo, così il suo cartellino viene acquistato dall’Inter. Il rendimento in nerazzurro è molto basso e spesso viene mandato in tribuna. Quell’anno viene anche nominato capitano della nazionale olandese dal c.t. Van Basten, ma, giocando pochissimo nell’Inter, finisce per perdere il posto.

Lasciata l’Inter, Davids tenta la carriera in Inghilterra, precisamente nel Tottenham. Dopo una stagione e mezza da titolare, con un discreto rendimento, decide di tornare nel club che lo ha lanciato nel calcio che conta, l’Ajax. Ad Amsterdam è artefice di una grande rimonta, portando la squadra al secondo posto in campionato, e contribuisce alla vittoria della Coppa d’Olanda. L’anno successivo arriva ancora secondo in Eredivisie, ma a fine stagione non rinnova il contratto con i lancieri, sperando di trovare un ingaggio più oneroso, magari in qualche club di prestigio. Alla chiusura del mercato estivo si ritrova, però, senza squadra. Da allora l’unica squadra nella quale milita è la nazionale del Suriname, sua nazione d’origine, con la quale debutta il 3 giugno 2009 e nella quale disputa tre partite.

Attualmente Edgar Davids si diletta con lo street soccer, una disciplina nata dall’idea di riportare il calcio nelle strade, per il solo piacere di giocarlo e di divertirsi. Davids ha deciso di diventare ambasciatore nel mondo di questo sport spettacolare, che esalta la tecnica e dà ampio spazio alle acrobazie. La sua squadra è chiamata “Streetlegends” e riunisce i più forti giocatori di street soccer al mondo. Davids è stato uno dei promotori del “Red Bull Street Match”, una serie di competizioni organizzate in tutto il mondo per far conoscere questo sport, e del “Febbre da Mondiali Soccer Tour”, che prima del mondiale sudafricano ha toccato undici città, partendo da Amsterdam per arrivare a Città del Capo, con iniziative a favore dei bambini poveri che crescono nelle strade delle metropoli.

Pubblicato su: Zeb, n. 2.1 – summer 2010, pagg. 30-31

Giornalista pubblicista, scrive di cultura e intrattenimento per testate su carta e online. Da freelance si occupa di uffici stampa e comunicazione per artisti, associazioni, istituzioni e imprese. Lavora come consulente nell’ideazione, progettazione e gestione di eventi in ambito culturale. È esperto di social media management e web copywriting.

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