Festival della Divulgazione: conclusa a Potenza la seconda edizione

POTENZA – Ha confermato il successo dello scorso anno il Festival della Divulgazione, che si è svolto dal 3 al 5 novembre a Potenza, presso l’Università degli Studi della Basilicata. Una tre giorni dedicata all’analisi, al dibattito e al confronto su un tema molto attuale come quello della corretta informazione in un’epoca caratterizzata dall’abbondanza di notizie e fonti, che ha registrato significative presenze all’interno del polo universitario del Francioso.

Tra gli ospiti intervenuti a questa seconda edizione della manifestazione, ideata e organizzata dall’associazione Liberascienza, divulgatori, ricercatori, scienziati, studiosi, giornalisti, esperti di comunicazione, operatori culturali, artisti, che hanno portato esperienze e punti di vista sull’argomento “Informazione & Conoscenza. Quando il più significa meno”. A ragionare sul sistema informativo e sulle sue trappole, con un approccio trasversale in pieno stile del festival, nomi di spicco del panorama culturale nazionale e internazionale, come il sociologo Gérald Bronner, il regista Andrea Segre, il giornalista Luca Piana, la ricercatrice Ilaria Capua.

Alla questione su come riuscire a orientarsi nel mare di informazioni a disposizione di tutti, il festival ha fornito una risposta aperta: «Il nostro obiettivo – spiega il direttore generale Pierluigi Argoneto – era quello di ragionare e di riflettere intorno a un tema così urgente, senza la presunzione di trovare una soluzione. Quello che è emerso è l’importanza dell’approfondimento, e in questo giocano un ruolo fondamentale i mezzi di informazione, e dello scetticismo, inteso come coltivazione del senso del dubbio che spinga alla verifica dei fatti. Solo in questo modo l’informazione può trasformarsi in conoscenza.»

A proposito del pubblico, il direttore artistico Vania Cauzillo sottolinea gli aspetti di novità della seconda edizione: «Molta parte del pubblico dello scorso anno è tornata a seguire il festival, confermando così la fiducia nella nostra proposta culturale. C’è stato, inoltre, un allargamento verso le famiglie, grazie alla collaborazione della Compagnia teatrale L’Albero, che ha realizzato spettacoli per bambini pensati in contemporanea agli eventi principali. Notevole è stata anche la partecipazione delle scuole, a cui sono state dedicate attività esperienziali da parte di partner locali (AgriGo Basilicata, Il Micromondo) e di fuori regione (Pleiadi), e dei giornalisti, grazie ad eventi destinati alla formazione professionale, in collaborazione con l’OdG Basilicata.»

«Molto importante – ricorda il direttore organizzativo Mara Salvatore – è stato il sostegno dell’Università della Basilicata, che riconosce il valore di quello che facciamo e a cui Liberascienza guarda come presidio culturale da salvaguardare e valorizzare, tanto da aver dato spazio alla ricerca e a coloro che la svolgono all’interno dell’ateneo. Teniamo a cuore, inoltre, la creazione di un network nazionale dei divulgatori ed è per questo che abbiamo invitato l’associazione Le Nuvole di Napoli e il Gruppo Pleiadi di Verona a una riflessione sugli strumenti per capire e affrontare meglio la contemporaneità.»

Il Festiva della Divulgazione 2017 proseguirà nella prossime settimane sulla pagina Facebook di Vostok100k, dove giornalmente saranno pubblicate tutte le interviste agli ospiti intervenuti.

Committente: Associazione Liberascienza

A Potenza la seconda edizione del Festival della Divulgazione

festival della divulgazione

POTENZA – Torna a Potenza, dal 3 al 5 novembre 2017 presso l’Università degli Studi della Basilicata, il Festival della Divulgazione, ideato e organizzato dall’associazione Liberascienza con l’obiettivo di raccontare, con metodo, la conoscenza al grande pubblico. Numerosi gli ospiti, tra divulgatori, ricercatori, scienziati, studiosi, giornalisti, esperti di comunicazione e di cultura, artisti, che porteranno esperienze e punti di vista sull’argomento “Informazione & Conoscenza. Quando il più significa meno”. Oltre agli incontri, previsti anche momenti di divagazione scientifica, exhibit, laboratori per le scuole, spettacoli teatrali per adulti e bambini. Alcuni eventi serali, tra cui il concerto della band elettronica Omosumo, si svolgeranno al Centro per la Creatività Cecilia di Tito. L’ingresso è gratuito, eccetto per alcuni appuntamenti a pagamento. Il programma dettagliato è disponibile sul sito www.festivaldelladivulgazione.it.

Al centro della seconda edizione della manifestazione bufale, fake news, falsi miti e credenze, complotti, idee antiscientifiche, informazioni non verificate, cattivo giornalismo, per un’analisi approfondita su come evitare le trappole del sistema informativo, in particolare su temi importanti e delicati come scienza, salute, clima, economia, migrazioni, individuando un criterio, fondato sulla conoscenza, utile ad orientarsi senza perdersi nel mare di informazioni a disposizione di tutti. Tra i relatori nomi di spicco del panorama culturale nazionale e internazionale, come il sociologo Gérald Bronner, il regista Andrea Segre, il giornalista Luca Piana, la ricercatrice Ilaria Capua.

Riguardo al tema scelto, “Informazione & Conoscenza. Quando il più significa meno”, il direttore generale Pierluigi Argoneto spiega: «Oggi abbiamo a nostra disposizione molte più informazioni rispetto al passato, forse troppe, ma la difficoltà di orientarsi rimane la stessa. Non riusciamo, perché non abbiamo la capacità e il tempo, ad elaborare tutte le informazioni in nostro possesso, ad eliminare quelle inutili, inattendibili, fuorvianti, a volte anche quelle eccessivamente tecniche. Così siamo costretti a fare delle scelte basate sull’istinto, sulla simpatia o sull’antipatia di chi ci racconta qualcosa, sulle esperienze pregresse molto spesso parziali e incomplete. In questo modo, l’opinione dello specialista si confonde con quella del semplice appassionato, quella del complottista con quella del politico serio, la notizia vera con la bufala».

«Più informazioni – aggiunge il direttore artistico Vania Cauzillo – sembrano tradursi in meno conoscenza. La verità ha sempre più difficoltà ad emergere, le persone competenti sono sempre più silenziose o inascoltate rispetto a quelle incompetenti, i toni si inaspriscono e tornano ad emergere, prepotenti, atteggiamenti del tutto irrazionali e antiscientifici che rischiano di far tornare la nostra società indietro di decenni. Durante la seconda edizione del Festival della Divulgazione ragioneremo di questo tema con i nostri ospiti, per provare a individuare un faro, per orientarci un po’ meglio e navigare nella giusta direzione. Su di un mare dove, troppo spesso, il più significa meno».

Il Festival della Divulgazione si aprirà venerdì 3 novembre in mattinata, con lo storico della scienza Pietro Greco, che accompagnerà il pubblico in un excursus storico tra falsi miti, credenze, idee sbagliate e bugie, per dimostrare come le bufale siano sempre esistite. A seguire Cristina Da Rold, giornalista e divulgatrice scientifica attenta a salute e ambiente, parlerà del cattivo giornalismo e dell’importanza della verifica delle fonti nella ricerca delle informazioni. Nel pomeriggio Marina Calculli, studiosa di relazioni internazionali e sistemi politici del Medio Oriente, analizzerà il dibattito internazionale sulla questione mediorientale e sull’ISIS e le dinamiche geopolitiche che sempre di più impattano sulle nostre vite in Occidente. Chiuderà gli appuntamenti in UniBas l’incontro in Aula Magna con Gérald Bronner, sociologo di fama internazionale e professore presso l’Università di Parigi VII Denis Diderot, autore del libro “La democrazia dei creduloni”, che esporrà i rischi della liberalizzazione dell’informazione nella odierna democrazia dominata dai mass media.

In serata presso il Centro Cecilia si svolgerà l’incontro “La responsabilità dello sguardo”, che metterà a confronto medicina, giornalismo e cinema sui temi della conoscenza e dell’informazione. Parteciperanno Umberto Colella, medico e operatore umanitario di Medici Senza Frontiere, Cristina Da Rold e il regista Andrea Segre, nelle sale con il film “L’ordine delle cose”, presentato al 74° Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Seguirà la proiezione del documentario “Ibi” dello stesso Segre, basato sull’auto-narrazione diretta e spontanea di una donna migrante, Ibitocho Sehounbiatou, che racconta se stessa e la sua Europa ai figli rimasti in Africa.

Tra gli ospiti di sabato 4 novembre ci sarà Piero Pelizzaro, ricercatore nell’ambito delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, che illustrerà le strategie e le azioni di resilienza urbana messe in atto in Italia e nel mondo. Isabella Trombetta, responsabile della comunicazione della nave di Search and Rescue Aquarius della ONG SOS Méditerranée, porterà, invece, la propria testimonianza sulla scelta di raccontare ciò che avviene in aperto mare sulla tratta dei migranti. Alle 16 si parlerà di cultura e sviluppo con Lidianna Degrassi, associato dell’Università Milano-Bicocca, e Boris Meggiorin, esperto di politiche culturali in contesti pubblici e urbani a livello europeo, attraverso modelli europei e italiani legati alle industrie culturali e creative. A seguire l’intervento del giornalista Luca Piana, caposervizio economia a l’Espresso, che di recente ha pubblicato per Mondadori il libro “La voragine”, sugli scandali finanziari del nostro Paese e sugli intrecci tra politica, finanza e società.

La seconda giornata si concluderà con il concerto, organizzato dal Centro Cecilia nell’ambito della programmazione serale del festival, della band siciliana di musica elettronica Omosumo.

Domenica 5 novembre si parlerà di bufale online, di come si creano e come si distruggono, con due grandi esperti in materia: Ermes Maiolica, noto come il re delle fake news per aver inventato le bufale più virali degli ultimi anni, e Simone Bressan, cofondatore di Zipster.it, piattaforma che seleziona le notizie verificate in un aggregatore, filtrando con cura le fake news italiane e straniere. A seguire Giuliano Foschini, inviato di Repubblica e autore di numerosi libri, impegnato in inchieste giornalistiche sui più scottanti temi di attualità, dall’ILVA di Taranto al caso Regeni, spiegherà l’importanza della selezione delle informazioni nel giornalismo d’inchiesta.

Tra gli appuntamenti del pomeriggio, l’incontro con Ilaria Capua, virologa e ricercatrice di fama internazionale. Al pubblico del festival racconterà la sua esperienza in politica e la triste vicenda, riportata nel libro “Io, trafficante di virus” edito da Rizzoli, che l’ha vista vittima del cattivo giornalismo, per aver subito l’accusa infondata di traffico internazionale di virus. In programma anche una tavola rotonda in cui saranno messe a confronto realtà di divulgazione attive in tutta Italia, con forme e linguaggi diversi, per conoscere esperienze virtuose in prospettiva Matera 2019.

Chiuderà il festival lo spettacolo teatrale interattivo “Tolemaici o copernicani?”, storytelling de Le Nuvole Scienza – Innovazione e Sviluppo di e con Massimo Ruccio, durante il quale il pubblico, partendo dalla convinzione vera che si è copernicani, sarà guidato, tramite il ragionamento collettivo, alla falsità provata che l’universo è tolemaico.

Committente: Associazione Liberascienza

La nuova vita di Simone Pepe: da calciatore a procuratore

Nello spogliatoio bianconero era soprannominato “er chiacchiera”, per la sua inarrestabile parlantina e la sua contagiosa allegria. Ma Simone Pepe è stato anche un imprescindibile uomo squadra e uno dei trascinatori della prima Juventus di Conte, quella che nel campionato 2011/12 vinse uno scudetto inaspettato senza subire neanche una sconfitta. Alla Juventus lo accomunano lo spirito di sacrificio e la mentalità vincente, che gli hanno consentito di fare breccia nel cuore dei tifosi bianconeri e di rimanerci anche dopo la sua partenza.

Il suo profilo calcistico rappresenta pienamente ciò che viene definito “gavetta”: una lunga trafila iniziata dalle serie minori, che, grazie a non pochi sacrifici, gli ha permesso di coronare il suo sogno di diventare un calciatore affermato e di giocare anche in Nazionale (23 le sue presenze in azzurro). Partito dal settore giovanile della Roma, ha poi giocato in serie C e in serie B, fino all’esordio in serie A con la maglia del Palermo nel 2005. Sono poi seguite le esperienze, sempre nel massimo campionato, con il Cagliari e l’Udinese, dove le sue ottime prestazioni lo hanno fatto notare dalla dirigenza della Juventus, che nel giugno del 2010 ne annunciò l’acquisto.

Il suo esordio in bianconero avviene il 29 luglio contro lo Shamrock Rovers, nella prima partita ufficiale dell’anno, in occasione del terzo turno preliminare di Europa League. A fine stagione colleziona 42 presenze e 6 reti, ma il campionato per la Juventus si chiude con un deludente settimo posto e il conseguente, inevitabile cambio di allenatore, con Antonio Conte che prende il posto di Del Neri. La nuova stagione per Pepe inizia nel migliore dei modi, con un gol all’esordio in campionato allo Juventus Stadium, nella partita terminata 4-1 contro il Parma. Come tutti ricordiamo, quella stagione si conclude trionfalmente con la vittoria del 30° scudetto e Simone, titolare nella formazione di Conte, disputa probabilmente la sua migliore annata da calciatore dal punto di vista delle prestazioni, mettendo anche a segno 6 gol in campionato.

Di lì in poi la carriera di Simone Pepe diventa un calvario. Una lunga serie di infortuni lo costringe a restare per molto tempo fuori squadra e nelle tre stagioni successive riesce a raccogliere soltanto 20 presenze e 1 gol, passando quasi due anni interi in infermeria per una lesione al muscolo flessore della coscia sinistra, degenerata in calcificazione. La sfortuna però non gli impedisci di continuare a fare spogliatoio e di contribuire moralmente alla vittoria di altri tre scudetti. Alla scadenza del suo contratto, nel giugno del 2015, rimane svincolato, dopo aver totalizzato 95 presenze e 13 gol con la maglia della Juventus.

La stagione successiva si trasferisce al Chievo, dove riesce a giocare con maggiore costanza e a disputare 22 partite di campionato. Nel 2016 avviene il passaggio al Pescara, squadra neopromossa in serie A. I problemi fisici tornano a tormentarlo e ancora una volta non può dare il suo contributo come vorrebbe. Dopo solo 12 presenze, molte delle quali da subentrato, annuncia il ritiro al termine della stagione, a soli 33 anni, per intraprendere la carriera di dirigente nella società biancazzurra. Il presidente Sebastiani, infatti, gli offre subito un posto da club manager, con il compito di curare i rapporti tra squadra, staff tecnico e società, affiancando il direttore sportivo. Tuttavia, Simone ricopre la carica soltanto per un breve periodo, dalla fine di giugno fino a metà luglio, per poi decidere di tentare una prospettiva di lavoro diversa: quella di talent scout e procuratore calcistico.

Dopo aver calpestato i campi di calcio per vent’anni, non si ritiene adatto ad un lavoro di ufficio. Quindi, assieme ad un amico avvocato, fonda la società SP Group Srl, allo scopo di assistere i calciatori nei vari aspetti gestionali della loro professione, ma anche di fornire consulenza ai club per la creazione di academy calcistiche. Una nuova avventura che è anche una scommessa, ma siamo sicuri che Simone la affronterà con l’abituale determinazione e sempre con il sorriso sulle labbra.

Pubblicato su: Zeb, n. 16 – 2017, pag. 31